JAVA\Lezione 4

Variabili e tipi primitivi

Una caratteristica comune ad ogni linguaggio, e base della programmazione, è quella di mettere a disposizione del programmatore delle parti di memoria dove memorizzare per un certo tempo numeri, valori, parole, etc; il contenuto delle locazioni di memoria è reso disponibile al programmatore tramite l’uso delle variabili.

Esistono diversi tipi di variabili a seconda di cosa dovranno contenere (un numero, una parola, un valore di verità, il riferimento ad un oggetto). I tipi, in Java, si dividono in tipi primitivi (la variabile contiene un valore di un certo tipo) e tipi riferimento (la variabile contiene un riferimento ad un certo oggetto, come per esempio una stringa). Per il momento ci occuperemo dei tipi primitivi: i più comuni sono riportati nella tabella 1.1 di seguito:

Tabella 1.1 – Alcuni tipi primitivi

La dichiarazione delle variabili globali (quelle che si possono utilizzare in tutta l’applet) segue generalmente l'intestazione dell’applet. Il listato 1.3 mostra come avviene la dichiarazione delle variabili:

Listato 1.3 – dichiarazione delle variabili

import java.awt.*;

import java.applet.*;

public class PrimoApplet extends Applet {

int a,b,c=3; //dichiarazione di tre variabili di tipo intero

boolean att; //dichiarazione di variabile booleana

boolean siMuove=false; //dichiarazione di variabile booleana

double rapporto;

String nome="Andrea";

Point X,A,B;

...

void procedura(){

...

}

...

}

La sintassi per la dichiarazione di una variabile è formata dalla scelta del tipo cui seguono i nomi delle variabili (una o più, separate da una virgola); l’istruzione si conclude col punto e virgola.

L’ operazione di assegnazione, che permette di memorizzare un valore in una variabile, avviene tramite il simbolo “=” (es. a=50; ); è possibile anche assegnare direttamente un valore ad una variabile durante la sua dichiarazione, come è stato fatto nell’esempio precedente con c, siMuove e nome.

Oltre alle variabili dell’applet si possono utilizzare delle variabili locali, variabili con un ciclo di vita (tempo durante il quale una determinata parte della memoria resta a disposizione per contenere il valore di quella variabile) più breve, limitato per esempio alla durata dell’esecuzione di un metodo.

Una variabile utilizzata solo all’interno di un metodo, ad esempio, viene dichiarata all’inizio del metodo ed è accessibile solo alle istruzioni interne al metodo stesso.

Completiamo il paragrafo con un cenno ad alcuni tipi riferimento (argomento che riprenderemo insieme agli array) di uso frequente nel nostro corso che approfondiremo in seguito:

String: istanze della classe String, "contengono" delle parole (chiamate anche stringhe):

Nell'assegnare ad un oggetto String delle stringhe di caratteri, queste devono essere racchiuse tra doppi apici:

String nome="Andrea de Carlo";

Font: includono stile, caratteristiche, e grandezza di un Font, usati per definire il carattere del testo.

Point: una coppia ordinata di coordinate int di un punto dell'area dell’applet.

Operatori ed espressioni

L'anima dell’applet sono le operazioni che permettono di modificare, confrontare e calcolare valori; per favorire il nostro lavoro di programmazione, Java ci mette a disposizione molti operatori che “lavorano” sui tipi primitivi ma anche su tipi riferimento come le stringhe (grazie ad un meccanismo chiamato overloading di cui parleremo più avanti). La tabella 1.2 che segue spiega l’utilizzo degli operatori più diffusi:

Tabella 1.2 – operatori più comuni in java

Nota : nella colonna “utilizzo” alcuni operatori sono seguiti da (boolean) o (bool.): ciò significa che il valore restituito dall’operatore è un valore di verità (come vedremo nella prossima lezione, espressioni create con tali operatori potranno essere usate come condizioni per istruzioni condizionali o cicliche).

I commenti

Ad ogni programmatore, esperto o principiante che sia, capiterà prima o poi di dover aggiungere una breve nota (un commento) a fianco di una parte del listato del suo programma per ricordarsi di un'operazione compiuta oppure da compiere, oppure per chiarire il funzionamento di un metodo, oppure solamente per aggiungere il proprio nome e spiegare a cosa serve l’applet.

In Java ci sono tre tipi di commenti:

Commenti di una riga: si inseriscono mettendo // prima del commento: tutta la parte di riga che segue le due barre oblique // è considerato commento;

Commenti di due o più righe: sono di due tipi come qui sotto illustrato:

/* */;

/** ...commento di documentazione (su più righe)... */ .

Il secondo tipo dei commenti a più righe differisce dal primo per il fatto che il contenuto di tale commento viene utilizzato dal sistema javadoc (il sistema javadoc viene utilizzato per produrre documentazione API a partire dal codice, ma questo è un argomento avanzato che non tratteremo in questo corso).

Quando il compilatore incontra un commento, passa oltre senza considerarlo.

L' uso dei commenti può favorire decisamente la lettura del listato da parte del programmatore e da parte di altri utenti che devono interpretarlo (come, del resto, un cattivo uso dei commenti può avere l’effetto contrario). Ecco un esempio di utilizzo:

Listato 1. 4 – uso dei commenti

/* Questa è la prima applet del corso “Ancora Java!”:

serve a visualizzare la scritta Ancora Java! nella

zona della pagina web destinata all'applet.*/

/* vengono importate le classi per la gestione

dell’applet e della grafica.*/

import java.awt.*;

import java.applet.*;

public class AncoraJava extends Applet {

Font f= new Font("TimesRoman",Font.BOLD,20);

//il metodo paint si occupa di disegnare l'applet

public void paint(Graphics g) {

g.setFont(f); //viene scelto il font

g.setColor(Color.red); //viene scelto il colore

g.drawString("Ancora Java!",5, 40);

}

}

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